Gambe pesanti e microcircolo

Gambe pesanti e microcircolo

In questo articolo viene trattata oggi la problematica delle gambe pesanti, disfunzione correlata ad una insufficienza venosa. 

L’ insufficienza venosa è una condizione patologica dovuta ad un difficoltoso ritorno del sangue verso il cuore. Può essere di tipo organica quando è causata da alterazioni patologiche delle vene (es. dermatiti da stasi, trombosi venosa profonda) dovuta a difetti delle funzione valvolare, o di tipo funzionale dovuto a un sovraccarico delle vene sottoposte ad un iper-lavoro (es. linfoedema, ridotta mobilità degli arti). 


Iniziamo fornendo alcune semplici informazioni sul sistema circolatorio: 

L' apparato cardiocircolatorio è l’ insieme degli organi che permettono la circolazione del sangue nell’organismo atto a rifornire le cellule di nutrimenti e ossigeno e consentire l’ eliminazione dell’anidride carbonica. 

E’ un sistema chiuso di vasi in cui il sangue circola sotto la spinta del cuore. A formarlo sono due componenti principali: il circolo sistemico e il piccolo circolo, detto anche circolo polmonare. 

Possiamo distinguere nel circolo sistemico una circolazione sanguigna profonda data da vene, arterie e vasi di medio calibro e una circolazione superficiale data da vasi di piccolo calibro. Le arterie sono tubi dalla parete spessa formata da tessuto elastico e fibre muscolari che ricevono il sangue dal cuore. Si ramificano via via in vasi sanguigni più sottili fino ad arrivare ad arteriole attraverso cui il sangue viene convogliato all’ interno di capillari, tubicini dalla parete sottile e permeabile. I capillari, dopo aver rifornito le cellule, convogliano il sangue, ormai privo di nutrimenti, verso piccoli vasi sanguigni, le venule, che convergono a formare le vene, vasi atti a riportare il sangue verso il cuore.

In questo breve articolo parleremo della prevenzione e del trattamento dell’ insufficienza venosa periferica, dell' infiammazione venosa, nota come flebite, e della fragilatà capillare.

L’insufficienza venosa periferica è una condizione patologica caratterizzata da un ritorno difficoltoso del sangue verso il cuore. Interessa in particolar modo le vene delle gambe che riportano al cuore il sangue che ha ossigenato il tessuto degli arti inferiori. La problematica insorge nel momento in cui le valvole venose perdono la loro tenuta e il sangue finisce per ristagnare nelle vene causando sensazione di pesantezza, affaticamento e stanchezza delle gambe accompagnata da gonfiore e dolore e nei casi più gravi vene varicose e ulcere. 

E’ particolarmente diffusa nei paesi Occidentali e industrializzati con una maggiore incidenza nella popolazione femminile dopo i 50 anni. 

I sintomi sono variabili: alcuni pazienti lamentano un semplice gonfiore a livello delle gambe e caviglie, in altri il disturbo può essere più invalidante. Il quadro clinico può essere contraddistinto da comparsa di macchie scure, crampi ai polpacci, dilatazione delle vene superficiali, dolore in corrispondenza di una vena ectasica o varicosa, edema,  flebite (infiammazione delle vene superficiali) formicolio, teleangectasie (dilatazione di piccoli vasi sanguigni, visibili ad occhio nudo), nei casi più gravi ulcere e vene varicose. 

La diagnosi inizialmente consiste nell’ osservazione medica diretta (esame obiettivo) e nell’ anamnesi del paziente. Nei casi più gravi il medico può consigliare un ecodoppler al fine di valutare la funzionalità delle vene ed escludere un eventuale trombosi profonda.

Le cause che influiscono sull' insufficienza venosa periferica sono varie: predisposizione genetica, effetti farmacologici, posizione ortostatica o sedentaria prolungata, fumo, gravidanza.

 

Innanzitutto adottiamo piccoli accorgimenti comportamentali e perfezionamento dello stile di vita:

- Praticare esercizio fisico regolare e costante e una dieta sana e bilanciata. E’ noto che l'obesità e la vita sedentaria contribuiscono ad accentuare i disturbi dell’  insufficienza venosa. 

- Mentre si sta in piedi sollevarsi sulle punte qualche secondo ripetendo il gesto per un paio di minuti all’ora.

- Se stazioniamo seduti, alzare e allungare le gambe per qualche minuto ogni ora.

- Evitare tacchi troppo alti o troppo bassi.

- Riposare con le gambe sollevate.

- Mantenere una buona idratazione.

- Uzo di calze elastiche indicate ad alleviare il gonfiore e il dolore delle gambe.


Spesso però, è necessario ricorrere all’ aiuto di integratori per ovviare ai disagi sopracitati.

 

Utilizzare prodotti contenenti BIOFLAVONOIDI, sostanze naturali che hanno un effetto antiossidante e flebotonico sulle pareti dei vasi, limitandone così l'indebolimento e diminuire l’infiammazione portando quindi grande beneficio all'insufficienza vasale periferica e prevenire le forme di flebite.

 


Inoltre utilizzare prodotti contenenti CENTELLA  - RUSCUS- GINKGO BILOBA, per l’ azione antiaggregante  e MELILOTO per l’ effetto linfodrenante. Questi integratori aiutano a prevenire  la rottura dei capillari, causa di fastidiose discromie. In  particolare utili a donne che fanno uso di anticoncezionali.  

 

Nella stagione calda è utile associare gel o creme per uso locale atte a coadiuvare l’azione degli integratori. Questi prodotti, contenenti vari principi attivi vegetali come  amamelide, centella, mirtillo e anche mentolo sono utili a dare un sollievo immediato e un senso di freschezza agli arti inferiori. 

 


Un ultimo accorgimento alla prevenzione dell’ insufficienza venosa è quello di associare un depurativo epatico contenente cardo mariano bardana e fumaria per favorire la pervietè dei vasi specialmente a livello epatico e ridurre così il processo infiammatorio.

Se lo ritiene necessario il medico può decidere di ricorrere alla somministrazione di farmaci capillaroprotettori, anticoagulanti o fibrinolitici, atti ad alleviare la sintomatologia.

Nei casi più estremi, quando l’ insufficienza venosa è associata a ulcere cutanee di severa entità con ispessimento della pelle e dolore invalidante, lo specialista potrebbe valutare il ricorso a un trattamento chirurgico.


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